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Lazy loading: cos’è e come usarlo per immagini e video

Lazy loading: cos’è e come usarlo per immagini e video

Il Lazy Load, o lazy loading, è una tecnica di ottimizzazione delle prestazioni che permette di caricare immagini, video, iframe e altri contenuti pesanti non appena si apre la pagina, ma solo quando l’utente si avvicina a quel contenuto durante la navigazione. Grazie al lazy loading si riduce la quantità di dati scaricati al primo caricamento, la pagina diventa visibile più rapidamente, diminuiscono il consumo di banda e il carico sul server; se implementato correttamente, può avere effetti positivi su SEO, esperienza utente e metriche Core Web Vitals.

Nei siti web moderni, buona parte del peso di una pagina è spesso dovuta a immagini e video. Se un articolo di blog contiene 15 immagini, una scheda prodotto include 30 foto oppure una pagina formativa ospita diversi video incorporati, non ha senso caricare tutto immediatamente. Non tutti i visitatori scorrono sempre fino in fondo alla pagina. Il lazy loading entra in gioco proprio qui: carica al momento giusto solo i contenuti realmente necessari, offrendo vantaggi sia a chi visita il sito sia a chi lo gestisce.

In questa guida vedremo che cos’è il lazy loading, come si usa su immagini e video, quali aspetti considerare dal punto di vista SEO e quali errori possono peggiorare posizionamento e user experience. Troverai anche consigli pratici per WordPress, siti sviluppati su misura e infrastruttura hosting. Se stai costruendo un sito web orientato alle prestazioni, anche la scelta dell’infrastruttura giusta tramite Pacchetti di web hosting e la gestione del nome a dominio tramite Verifica del dominio e registrazione sono parti fondamentali del percorso.

Che cos’è il Lazy Load?

Lazy Load significa rimandare il caricamento di determinate risorse presenti in una pagina web. In inglese, lazy significa “pigro” e load significa “caricamento”; in italiano si parla spesso di caricamento differito o caricamento pigro. Dal punto di vista tecnico, quando una pagina viene aperta, il browser non scarica subito tutte le immagini e tutti i video, ma dà priorità agli elementi vicini all’area visibile. Man mano che l’utente scorre la pagina verso il basso, gli altri contenuti vengono caricati in sequenza.

Immaginiamo un articolo di blog di 2500 parole in cui, nella parte alta, è visibile solo l’immagine di copertina. L’infografica inserita in fondo all’articolo non deve necessariamente essere scaricata nel primo secondo. Se quell’infografica pesa 600 KB, il lazy loading permette di escluderla dal caricamento iniziale e di ridurre di 600 KB i dati necessari per rendere la pagina disponibile. Lo stesso principio vale per iframe video, mappe incorporate, gallerie prodotto e plugin per i commenti.

Il lazy loading è particolarmente importante per gli utenti mobile. Le connessioni mobili possono essere più instabili rispetto a quelle desktop e, inoltre, molti utenti decidono in pochi secondi se restare o abbandonare una pagina. Un primo schermo rapido aumenta la probabilità che il visitatore continui la lettura. Per questo il lazy loading non è solo un’impostazione tecnica per la velocità, ma una vera ottimizzazione strategica per conversioni e SEO.

Come funziona il Lazy Load?

La logica del lazy loading è semplice: quando la pagina viene caricata, il browser o uno script JavaScript controlla quali elementi si trovano nell’area visibile. I contenuti presenti nel viewport vengono caricati subito. Le immagini e i video più in basso nella pagina restano invece in attesa. Quando l’utente si avvicina a questi elementi, il file sorgente viene scaricato e il contenuto viene mostrato sullo schermo.

Oggi esistono due metodi molto diffusi. Il primo è il lazy loading nativo, che sfrutta il supporto integrato dei browser moderni. A livello HTML si applica aggiungendo alle immagini l’attributo loading=lazy. Il secondo metodo è basato su JavaScript. In questo caso, di solito, si utilizza l’Intersection Observer API per rilevare quanto un elemento è vicino all’area visibile e avviare il caricamento al momento opportuno.

Metodo Native Lazy Load

Il metodo nativo è la soluzione più semplice e con il minor costo di manutenzione. I browser moderni supportano il valore loading=lazy per immagini e iframe. Questo approccio non richiede librerie aggiuntive, non aumenta il peso del codice e, nella maggior parte dei casi, è sufficiente per blog, siti aziendali, pagine di documentazione e progetti editoriali.

Tuttavia, il lazy loading nativo non è sempre la scelta ideale in ogni scenario. Se utilizzi animazioni personalizzate, immagini di sfondo, componenti galleria avanzati o player video su misura, potresti aver bisogno di un approccio controllato via JavaScript. L’obiettivo è trovare il giusto equilibrio tra controllo e semplicità, evitando soluzioni più complesse del necessario.

Metodo Lazy Load con JavaScript

Il lazy loading basato su JavaScript offre maggiore flessibilità, soprattutto per design personalizzati e componenti complessi. Per esempio, puoi iniziare a caricare un’immagine 300 pixel prima che entri nello schermo, mostrare prima un’anteprima a bassa qualità e poi sostituirla con l’immagine ad alta qualità, oppure creare il player video solo quando l’utente clicca sul pulsante play.

Questo metodo è potente, ma va usato con attenzione. Librerie JavaScript inutilmente pesanti possono peggiorare la velocità della pagina invece di migliorarla. Non ha senso aggiungere 80 KB di script per risparmiarne 20 KB su qualche immagine. Nei test di performance non bisogna guardare solo al peso delle immagini, ma anche al tempo di esecuzione JavaScript e all’impatto sull’interattività.

Per quali contenuti si usa il Lazy Load?

Il lazy loading è conosciuto soprattutto per le immagini, ma non si limita ai tag img. In una pagina web possono essere caricati in modo differito molti elementi costosi che non sono necessari nel primo schermo.

  • Immagini e infografiche all’interno degli articoli del blog
  • Foto di galleria nelle pagine dettaglio prodotto
  • Iframe video di YouTube, Vimeo o player proprietari
  • Mappe incorporate, come Google Maps
  • Widget e contenuti incorporati dai social media
  • Aree commenti e widget di terze parti
  • Immagini di sfondo e contenuti degli slider

Il punto fondamentale è questo: i contenuti critici visibili nel primo schermo non dovrebbero essere caricati in modo differito. In particolare logo, titolo principale, immagine hero e contenuti che comunicano subito il messaggio della pagina devono caricarsi velocemente e con priorità. In caso contrario, il valore Largest Contentful Paint può peggiorare.

Uso del Lazy Load nelle immagini

Applicare il lazy loading alle immagini è uno degli interventi con maggiore impatto nell’ottimizzazione delle performance web. In molte analisi generali, simili a quelle osservabili nei dati di HTTP Archive, le immagini rappresentano spesso la parte più pesante di una pagina. Nella pratica, anche su siti piccoli e medi, non è raro trovare pagine non ottimizzate con 3 MB di sole immagini.

Limitare l’ottimizzazione delle immagini al solo lazy loading sarebbe però riduttivo. Per ottenere il risultato migliore bisogna valutare insieme peso, formato, dimensioni, compressione, caching e uso di una CDN. Per esempio, mostrare su mobile un’immagine larga 2400 pixel dentro uno spazio di 360 pixel non è corretto. Il lazy loading la caricherà più tardi, ma non risolverà il problema del file inutilmente grande.

Passaggi pratici per le immagini

  • Escludi dal lazy loading l’immagine principale del primo schermo e caricala con priorità.
  • Applica loading=lazy a tutte le immagini del blog posizionate nella parte bassa della pagina.
  • Definisci larghezza e altezza delle immagini per ridurre gli spostamenti del layout.
  • Usa formati moderni come WebP o AVIF, mantenendo alternative compatibili dove necessario.
  • Prepara varianti responsive delle immagini per mobile e desktop.
  • Distribuisci le immagini tramite CDN per ridurre la latenza geografica.
  • Configura correttamente le regole di cache del browser.

Facciamo un esempio realistico. Una pagina categoria di un e-commerce contiene 24 immagini prodotto e ogni immagine pesa in media 120 KB. Se tutte vengono caricate subito, solo le immagini generano 2,88 MB di dati. Se nel primo schermo sono visibili solo 6 prodotti, con il lazy loading il caricamento iniziale può scendere a circa 720 KB; i restanti 2,16 MB vengono scaricati man mano che l’utente scorre la pagina. Questa differenza può migliorare in modo evidente il tempo alla prima interazione, soprattutto su connessioni 4G.

Errori comuni con le immagini

L’errore più frequente è applicare automaticamente il lazy loading a tutte le immagini. Se l’immagine di copertina o l’area hero è l’elemento visibile più grande della pagina e viene caricata in modo differito, la metrica LCP può peggiorare. Il secondo errore è non indicare i valori width e height. In questo caso, quando l’immagine viene caricata, la pagina può “saltare” verso il basso e aumentare il Cumulative Layout Shift. Il terzo errore è trascurare il testo alternativo. Il lazy loading non sostituisce le buone pratiche di accessibilità e SEO per le immagini.

Gli alt text devono descrivere il contesto dell’immagine, non essere usati per riempire parole chiave. Per esempio, per un grafico sulle prestazioni si può usare un testo alternativo descrittivo come “grafico di confronto della velocità della pagina dopo l’applicazione del lazy loading”. Questo approccio aiuta sia i motori di ricerca sia gli utenti che utilizzano screen reader.

Uso del Lazy Load nei video

I video possono essere molto più costosi delle immagini. In particolare, gli iframe di YouTube o Vimeo non aggiungono alla pagina solo il file video, ma anche script del player, codici di tracciamento e connessioni aggiuntive. Se una pagina contiene 3 video YouTube incorporati, una quantità significativa di risorse di terze parti può essere caricata anche se l’utente non clicca mai sui video.

Una delle migliori pratiche per il lazy loading dei video consiste nel non caricare subito l’iframe del video, ma mostrare inizialmente un’immagine di copertina cliccabile. Quando l’utente preme il pulsante play, viene creato l’iframe e il video si carica. Questo metodo è molto efficace per contenuti formativi, presentazioni di prodotto e video incorporati negli articoli del blog.

Approccio pratico per il Lazy Load video

  • Mostra inizialmente un’immagine di copertina ottimizzata al posto del video.
  • Servi la copertina in formato WebP e nelle dimensioni corrette.
  • Non creare l’iframe di YouTube o Vimeo finché l’utente non clicca.
  • Se sono presenti più video, prepara solo quelli vicini all’area visibile.
  • Se usi l’autoplay, considera il consumo di dati mobile e l’esperienza utente.
  • Definisci un rapporto fisso per l’area video in modo da evitare spostamenti del layout.

Supponiamo, per esempio, che una pagina di formazione contenga 5 video incorporati. Se ogni iframe attiva in media 500 KB di risorse aggiuntive, al primo caricamento si possono generare 2,5 MB di peso non necessario. Con l’approccio basato su immagine di copertina, usando una cover da 40 KB per ogni video, il carico iniziale può scendere a circa 200 KB. Il vero player viene caricato solo quando l’utente decide di guardare quel video.

Rapporto tra Lazy Load e SEO

Il lazy loading non garantisce direttamente un miglior posizionamento; tuttavia influisce sulla SEO attraverso velocità della pagina, user experience, indicizzabilità e Core Web Vitals. Google tiene conto dei segnali di performance quando valuta pagine che offrono agli utenti un’esperienza più rapida e fluida. Per questo il lazy loading è una componente importante della SEO tecnica.

Dal punto di vista SEO, l’aspetto più critico è che i bot dei motori di ricerca possano vedere i contenuti caricati in modo differito. Se immagini o contenuti importanti collegati al testo vengono caricati solo tramite interazioni JavaScript complesse, possono verificarsi problemi in fase di crawling e rendering. I contenuti principali dovrebbero quindi essere accessibili nell’HTML, mentre il lazy loading dovrebbe limitarsi a gestire il momento del caricamento.

Per la SEO delle immagini contano anche nomi file, testi alternativi, contesto del titolo, dati strutturati e sitemap. Nei siti con grandi archivi fotografici, una sitemap immagini può aiutare i motori di ricerca a scoprire meglio i contenuti. Per gli audit di SEO tecnica sono importanti anche una connessione sicura e una corretta configurazione dei redirect; in questo senso l’uso di certificato SSL è una necessità di base sia per la fiducia degli utenti sia per la compatibilità con i browser.

Effetto sui Core Web Vitals

Il lazy loading può migliorare i Core Web Vitals se applicato correttamente, ma può anche peggiorarli se usato nel modo sbagliato. Per questo non conviene applicare meccanicamente la stessa regola a ogni pagina: bisogna misurare. Google PageSpeed Insights, Lighthouse, Chrome DevTools e i dati reali degli utenti sono strumenti utili per questa valutazione.

Effetto sui Core Web Vitals
MetricaEffetto del Lazy LoadA cosa prestare attenzione
LCPPuò migliorare perché si riducono le risorse non necessarie nel primo schermo.Se l’immagine hero viene caricata in lazy load, l’LCP può peggiorare.
CLSSe lo spazio viene riservato, gli spostamenti del layout diminuiscono.Senza width, height o aspect ratio, la pagina può saltare.
INPUn caricamento iniziale più leggero può rendere più fluida l’interazione.Script di lazy loading pesanti possono aumentare il ritardo di interazione.
TTFBL’effetto diretto è limitato.Se il server è lento, il lazy loading da solo non basta.

Per l’LCP esiste una regola particolarmente importante: l’immagine più grande nel primo viewport, di solito, non dovrebbe essere caricata in lazy loading. Dovrebbe invece essere priorizzata con tecniche come preload, fetch priority o una corretta cache. I contenuti posizionati più in basso nella pagina sono invece candidati ideali per il caricamento differito.

Confronto tra Lazy Load, Eager Load e Preload

Nell’ottimizzazione delle prestazioni non tutte le risorse vanno gestite allo stesso modo. Alcune devono essere caricate immediatamente, altre rimandate, altre ancora preparate in anticipo. La tabella seguente riassume i metodi più comuni.

Confronto tra Lazy Load, Eager Load e Preload
MetodoQuando si usa?VantaggioRischio
Lazy LoadPer immagini, video e iframe non presenti nel primo schermoRiduce il carico iniziale e fa risparmiare datiSe usato su contenuti critici, crea ritardi
Eager LoadPer logo, immagine hero ed elementi critici dell’interfacciaI contenuti importanti sono visibili subitoSe applicato a troppi elementi, appesantisce la pagina
PreloadPer font critici, immagine LCP o file CSS importantiInvia al browser un segnale di prioritàSe si priorizza la risorsa sbagliata, si spreca banda

La decisione pratica può essere riassunta così: se l’utente vede la risorsa appena apre la pagina, usa eager o preload; se non la vede, usa il lazy loading. Questa decisione, però, dovrebbe sempre essere verificata con test. Sulle pagine ad alto impatto economico, come home page, schede prodotto e landing page di campagne, è consigliabile conservare report di performance prima e dopo ogni modifica.

Uso del Lazy Load nei siti WordPress

WordPress, nelle versioni moderne, offre supporto nativo al lazy loading per le immagini. Per questo, su molti siti, il caricamento differito di base può essere già attivo senza installare plugin aggiuntivi. Tuttavia, a causa della combinazione tra tema, page builder e plugin, il risultato non è sempre identico su tutte le pagine. Slider, gallerie, portfolio e componenti di elenco prodotti vanno controllati separatamente.

Un buon piano operativo per WordPress è questo: prima si misura la performance attuale, poi si analizza il comportamento del lazy loading nativo del tema e infine, se necessario, si interviene con un plugin di ottimizzazione per compressione immagini, conversione WebP, CDN e CSS critico. Quando si sceglie un plugin, bisogna evitare di installare più estensioni che fanno la stessa cosa; altrimenti si rischiano doppio lazy loading, immagini che non si caricano correttamente o conflitti JavaScript.

Nei siti WooCommerce, le immagini di categoria e di prodotto meritano particolare attenzione. Le card prodotto visibili nel primo schermo devono caricarsi rapidamente, mentre i prodotti più in basso possono essere caricati in lazy load. L’utente non dovrebbe sperimentare ritardi delle immagini o spostamenti del layout mentre aggiunge un prodotto al carrello. Poiché negli e-commerce le performance influenzano direttamente il tasso di conversione, serve anche un’infrastruttura server solida; per progetti con traffico elevato si possono valutare Hosting WordPress o server VPS.

Checklist per implementare il Lazy Load nei siti sviluppati su misura

Nei progetti basati su Laravel, Node.js, React, Vue, Next.js o PHP custom, il lazy loading può essere gestito con un livello di controllo maggiore. Tuttavia, usare un framework non garantisce automaticamente buone performance. Bisogna considerare insieme il rendering dei componenti immagine, il server-side rendering, il processo di hydration e la configurazione della CDN.

Checklist passo dopo passo

  • Elenca tutte le immagini, i video e gli iframe presenti nella pagina.
  • Identifica gli elementi critici visibili nel primo schermo.
  • Escludi gli elementi critici dal lazy loading.
  • Applica il lazy loading nativo alle immagini nella parte bassa della pagina.
  • Per le immagini di sfondo, crea una strategia di caricamento basata su JavaScript o classi CSS.
  • Per i video, preferisci immagine di copertina e caricamento al clic invece dell’iframe immediato.
  • Blocca dimensioni e aspect ratio degli elementi visivi.
  • Dopo le modifiche, esegui test con Lighthouse e su dispositivi reali.
  • Confronta il peso del primo caricamento simulando connessioni mobile.
  • Controlla che i bot dei motori di ricerca riescano a renderizzare i contenuti.

Come soglia pratica basata sull’esperienza, per le pagine di contenuto è un buon obiettivo mantenere il peso totale del primo caricamento il più possibile tra 1 MB e 1,5 MB. Non è una regola obbligatoria per ogni sito, ma pagine oltre i 5 MB sono spesso rischiose per gli utenti mobile. Il lazy loading è uno degli strumenti più efficaci per riportare questo peso sotto controllo.

In che modo l’infrastruttura hosting influisce sulle prestazioni del Lazy Load?

Il lazy loading sembra un’ottimizzazione lato client, ma l’infrastruttura hosting influisce direttamente sui risultati. Anche se un’immagine viene caricata più tardi, se la risposta del server è lenta l’utente vedrà il contenuto arrivare in ritardo quando scorre la pagina. Questo problema si nota soprattutto nei siti ricchi di immagini, come portfolio, portali news, siti immobiliari ed e-commerce.

Una buona infrastruttura hosting dovrebbe offrire TTFB basso, accesso rapido al disco, supporto aggiornato a PHP o al runtime dell’applicazione, compatibilità HTTP/2 o HTTP/3, compressione e uptime affidabile. Mentre il lazy loading riduce il carico iniziale, cache lato server e CDN devono consegnare rapidamente le risorse rimanenti. Per questo l’ottimizzazione delle performance non è solo una questione di tema o plugin: infrastruttura, software e gestione dei contenuti devono lavorare insieme.

Quando si pianifica la performance di un sito pubblicato su Hostragons, è più efficace partire dalla scelta del pacchetto hosting corretto e poi configurare insieme SSL, cache, ottimizzazione immagini e lazy loading. Per nuovi progetti, Acquista hosting, certificati SSL per una connessione sicura e trasferimento dominio per gestire l’indirizzo del brand sono punti di partenza naturali.

Cosa evitare quando si usa il Lazy Load

Se implementato male, il lazy loading può peggiorare l’esperienza utente invece di migliorarla. Le strategie di ritardo troppo aggressive, in particolare, possono far vedere aree vuote quando il visitatore scorre la pagina. Il risultato è un sito che sembra veloce all’apertura, ma appare lento e poco fluido durante l’uso.

  • Non caricare in lazy load l’immagine principale del primo schermo.
  • Non usare il lazy loading senza riservare spazio per le immagini.
  • Non nascondere testi importanti per la SEO dentro JavaScript caricato solo successivamente.
  • Non attivare contemporaneamente più plugin di lazy loading.
  • Non usare placeholder di qualità troppo bassa se danneggiano la percezione del brand.
  • Non limitare i test di performance al desktop; controlla sempre anche il mobile.
  • Non ignorare gli script di terze parti: video e contenuti social incorporati possono pesare molto.

Soprattutto nei siti di news e nei blog, quando infinite scroll e lazy loading vengono usati insieme, l’esperienza della pagina va testata con attenzione. Se l’utente preme il tasto indietro, dovrebbe poter tornare alla posizione precedente senza vedere contenuti ricaricati in modo errato. Sono dettagli apparentemente tecnici, ma incidono direttamente sulla soddisfazione reale degli utenti.

Come misurare le prestazioni del Lazy Load?

Per capire se l’implementazione del lazy loading è efficace, bisogna prima misurare. Non basta avere l’impressione visiva che la pagina si apra velocemente. La misurazione dovrebbe combinare test di laboratorio e dati reali degli utenti.

Strumenti utili

  • Google PageSpeed Insights: per Core Web Vitals e suggerimenti di ottimizzazione.
  • Lighthouse: per controlli rapidi in ambiente di sviluppo.
  • Pannello Network di Chrome DevTools: per vedere quali risorse vengono caricate e quando.
  • WebPageTest: per test da diverse località e con vari tipi di connessione.
  • Search Console: per report sull’esperienza reale degli utenti e sulla page experience.

Durante la misurazione, osserva soprattutto tre valori: quantità totale di dati caricati inizialmente, tempo LCP e spostamenti del layout. Per esempio, se prima delle modifiche il caricamento iniziale su mobile era di 4,2 MB con LCP a 4,8 secondi, scendere a 1,6 MB e 2,7 secondi dopo lazy loading e ottimizzazione immagini rappresenta un miglioramento significativo. Se però l’LCP sale a 6 secondi, probabilmente un’immagine critica è stata caricata per errore in lazy load.

Riepilogo delle migliori pratiche per il Lazy Load

Una strategia di lazy loading efficace non consiste nel rimandare tutto, ma nel caricare la risorsa giusta al momento giusto. I contenuti visibili nel primo schermo, quelli che comunicano subito il valore della pagina, devono arrivare rapidamente. Le immagini, i video e gli embed di terze parti più in basso possono invece essere caricati in base al comportamento dell’utente.

  • Considera il primo schermo come area critica e non creare ritardi in questa zona.
  • Non limitarti al lazy loading delle immagini: comprimile e servile nel formato corretto.
  • Per i video, valuta l’approccio con immagine di copertina al posto dell’iframe immediato.
  • Riserva spazio per ogni elemento media in modo da prevenire problemi di CLS.
  • Nei siti WordPress, controlla eventuali conflitti tra plugin.
  • Nei progetti custom, combina supporto nativo e soluzioni JavaScript in base alle esigenze.
  • Dopo ogni modifica, esegui test con PageSpeed, DevTools e dispositivi reali.

Il lazy loading dà il meglio quando lavora insieme a una buona infrastruttura hosting, immagini ottimizzate, connessione SSL sicura e codice pulito. Da solo non è una bacchetta magica, ma è uno dei pilastri indispensabili delle performance web moderne.

Domande frequenti

Il Lazy Load è dannoso per la SEO?

No, se implementato correttamente il lazy loading non è dannoso per la SEO; al contrario, può offrire benefici indiretti migliorando velocità della pagina ed esperienza utente. Tuttavia, se i contenuti critici vengono nascosti dietro JavaScript in modo che i bot non possano vederli, oppure se l’immagine principale del primo schermo viene caricata in lazy load, le prestazioni SEO possono risentirne.

Il Lazy Load va usato su tutte le immagini?

No. Logo, immagine hero e immagini principali candidate a diventare LCP, se visibili nel primo schermo, dovrebbero essere escluse dal lazy loading. È più corretto usare il lazy loading per immagini del blog più in basso nella pagina, elementi di gallerie prodotto e infografiche secondarie.

Come si applica il Lazy Load ai video?

Il metodo più pratico per i video consiste nel mostrare un’immagine di copertina ottimizzata invece di caricare subito l’iframe. Quando l’utente clicca sul pulsante play, viene caricato YouTube, Vimeo o il player video personalizzato. Questo approccio riduce il peso degli script di terze parti e velocizza l’apertura iniziale.

Serve un plugin per il Lazy Load su WordPress?

Le versioni moderne di WordPress offrono supporto nativo al lazy loading per le immagini. Tuttavia, se servono conversione WebP, caricamento differito degli iframe video, integrazione CDN o ottimizzazione avanzata delle gallerie, può essere utile un plugin di performance affidabile. È meglio evitare l’uso simultaneo di più plugin simili.

Quanto può migliorare la velocità della pagina con il Lazy Load?

Il beneficio dipende dalla quantità di media presenti nella pagina. In una pagina ricca di immagini e video, il volume dei dati caricati inizialmente può ridursi dal 30% al 70%. Per ottenere un dato affidabile, però, bisogna confrontare prima e dopo con PageSpeed Insights, Lighthouse e test su dispositivi reali.

Breve riepilogo e prossimo passo

Il lazy loading aiuta il tuo sito a funzionare in modo più veloce, efficiente e piacevole caricando immagini e video solo quando servono davvero. Per ottenere il risultato migliore, evita di ritardare i contenuti critici, dimensiona correttamente le immagini, usa copertine per i video e verifica ogni intervento con misurazioni reali. Se vuoi migliorare le prestazioni del tuo sito su un’infrastruttura più solida, puoi esaminare le soluzioni hosting di Hostragons e pianificare con calma la configurazione più adatta al tuo progetto.

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Ayşe Aksoy

Consulente di Web Design

Da oltre 15 anni si occupa di design web creativo e centrato sull'utente. Si concentra su progetti che combinano design visivo e funzionalità.

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