Non esiste una percentuale universale e valida per tutti riguardo alle “anchor text” (testo del collegamento) nei link interni: la soluzione più sicura è diversificare i testi dei link secondo il flusso naturale della lettura dell’utente. Nella pratica, una distribuzione sana per la maggior parte dei siti prevede: 50-70% testo descrittivo e naturale, 15-25% testo focalizzato sul brand o sull’URL, 10-20% parole chiave a corrispondenza parziale, e 0-5% parole chiave a corrispondenza esatta. L’obiettivo non è inviare segnali manipolativi a Google, ma guidare l’utente verso la pagina più logica da visitare. Di conseguenza, la percentuale delle anchor text va controllata regolarmente secondo il tema della pagina, la struttura del sito, il numero di contenuti e l’intento di ricerca.
La linkatura interna non consiste solo nel collegare pagine: è uno strato strategico di SEO che rende visibile l’architettura delle informazioni, il flusso di autorevolezza e il percorso dell’utente nel sito. Soprattutto secondo gli standard SEO previsti per il 2026, Google valuta non solo la corrispondenza delle parole nel testo del link, ma anche il contesto della pagina, la qualità dei contenuti, l’aspettativa dell’utente e i segnali di affidabilità generale del sito. In altre parole, collegare sempre la stessa keyword a una pagina può sembrare ordinato nel breve periodo, ma nel lungo termine rischia di risultare artificiale e troppo ottimizzato.
In questa guida vedremo come pianificare le percentuali delle anchor text, quali tipi di testo usare, quali errori SEO evitare e come applicare queste strategie su siti come Hostragons, focalizzati su hosting, domini, SSL e infrastruttura web. Troverai anche una tabella, scenari concreti e una checklist per applicare subito un metodo efficace sul tuo sito.
Cos’è una Anchor Text e Perché è Cruciale nei Link Interni?
L’anchor text è il testo cliccabile che l’utente vede in un collegamento. Ad esempio, se si usa “Scelta hosting WordPress” come testo di un link, si segnala sia all’utente che al motore di ricerca che la pagina collegata riguarda l’hosting WordPress. Nei collegamenti interni, questi testi aiutano a creare relazioni tra le pagine del sito e forniscono a Google segnali su quali pagine associare a determinate query.
I link interni sono critici per tre motivi principali. Primo, aiutano a utilizzare più efficacemente il crawl budget: i bot dei motori di ricerca scoprono più facilmente le pagine importanti. Secondo, permettono agli utenti di navigare più a lungo e con maggior senso nel sito. Terzo, trasferiscono autorevolezza strategicamente sulle pagine chiave. Ad esempio, da un articolo che confronta servizi hosting, si può collegare la pagina Hosting WordPress, offrendo sia un passo utile all’utente sia rafforzando la pagina commerciale correlata.
Se il testo del collegamento è scelto in modo casuale, possono emergere due problemi. Testi troppo vaghi come “clicca qui” non spiegano bene il contenuto della pagina di destinazione. Al contrario, usare sempre la stessa parola chiave crea una struttura poco naturale. L’ideale è una strategia di link interni fondata su varietà significativa e coerenza contestuale.
Come Pensare alle Percentuali di Anchor Text nel SEO 2026
Nel 2026 il SEO va oltre la densità delle keyword e le regole tecniche classiche. I sistemi di Google che premiano contenuti utili, le politiche antispam, le esperienze di sintesi AI e i segnali di soddisfazione utente lavorano insieme. In questo scenario, le percentuali delle anchor text vanno usate come strumento di controllo qualità, non come formula meccanica.
In altre parole, modelli rigidi come “3 corrispondenze esatte, 2 brand, 1 URL per pagina” sono rischiosi. Il metodo migliore è: prima definire lo scopo della pagina; poi scegliere quali pagine collegare naturalmente nel percorso dell’utente; infine distribuire i testi del link usando espressioni diverse sullo stesso tema. Così si amplia la copertura semantica e si riduce il rischio di manipolazione.
Soprattutto sui siti nuovi, bisogna evitare link troppo aggressivi con corrispondenza esatta. Se il sito non ha ancora abbastanza contenuti, ricerche di brand o dati utente, una profilatura monotona delle anchor text risalta molto. Nei siti consolidati, la varietà tende a svilupparsi naturalmente, ma è comunque essenziale effettuare controlli periodici.
Tipi di Anchor Text nei Link Interni
1. Anchor Text a Corrispondenza Esatta
La corrispondenza esatta significa usare la keyword target come testo del link. Se la pagina riguarda “SSD hosting”, il link “SSD hosting” è una corrispondenza esatta. Questo testo invia un segnale forte, ma se ripetuto troppo spesso, rischia una sovraottimizzazione.
Non è vietato usare corrispondenza esatta nei link interni, ma la percentuale deve restare bassa e va applicata solo quando il contesto è davvero pertinente. Se una pagina riceve 40 link interni, non è naturale che 20 abbiano sempre la stessa keyword. Meglio limitarsi a 1-3 corrispondenze esatte, usando varianti e testi descrittivi negli altri casi.
2. Anchor Text a Corrispondenza Parziale
La corrispondenza parziale si ha quando la keyword target è inclusa in una frase più lunga e naturale, come “pacchetti SSD hosting ad alte prestazioni” o “cosa considerare nella scelta di un hosting SSD”. Questo testo comunica il tema e si integra meglio nel discorso.
Nel SEO 2026, la corrispondenza parziale è uno dei tipi di anchor text più utili: riflette meglio l’intento utente e fornisce a Google segnali contestuali più ricchi. Sul blog Hostragons, ad esempio, da un articolo sull’ottimizzazione della velocità si può collegare hosting SEO compatibile usando il testo “infrastruttura hosting che migliora le prestazioni SEO”, risultando naturale e informativo.
3. Anchor Text Naturale e Descrittivo
Il testo naturale descrive chiaramente la pagina di destinazione senza forzare la keyword. Espressioni come “consulta la checklist in questa guida”, “scopri i passaggi per scegliere il dominio”, “opzioni certificate per la sicurezza del sito” appartengono a questa categoria.
La maggior parte del profilo di link interni dovrebbe essere composta da anchor text di questo tipo. In una pubblicazione editoriale reale, gli autori non creano ogni link solo per le keyword. Si spiegano secondo il flusso dell’utente. Questo approccio è più credibile dal punto di vista E-E-A-T, trasmettendo che il contenuto è scritto per le persone, non per i motori di ricerca.
4. Anchor Text Brand, URL e Generico
Il testo brand usa il nome del marchio come anchor, ad esempio “Hostragons”. L’anchor URL mostra proprio il dominio o l’indirizzo della pagina. Il testo generico comprende espressioni neutre come “maggiori dettagli”, “scopri qui”, “pagina correlata”.
Le espressioni generiche non sono sempre sufficienti da sole, ma non vanno escluse del tutto. Se il contesto prima del link chiarisce bene il tema, risultano naturali. Ad esempio: “La scelta del dominio è importante per la fiducia nel brand e la percezione SEO; puoi controllare i domini disponibili tramite Verifica del dominio”, qui il testo del link è sufficientemente collegato al prodotto o argomento.
Tabella delle Percentuali Consigliate per le Anchor Text
La tabella seguente offre una distribuzione pratica da usare come punto di partenza nella linkatura interna. I valori non sono regole assolute: vanno adattati al settore, dimensione del sito, rete di contenuti e livello di concorrenza.
| Tipo di Anchor Text | Percentuale Consigliata | Quando Usare? | Livello di Rischio |
|---|---|---|---|
| Testo naturale e descrittivo | 50-70% | Quando si spiega all’utente il valore della pagina target | Basso |
| Testo focalizzato su brand o URL | 15-25% | Per link al brand, pagine prodotto, homepage | Basso |
| Keyword a corrispondenza parziale | 10-20% | Quando la relazione tematica è forte e il testo è naturale | Medio-basso |
| Keyword a corrispondenza esatta | 0-5% | Solo in collegamenti con forte pertinenza, pochi casi | Medio-alto |
| Espressioni generiche vaghe | 0-10% | Solo se il contesto è chiaro nella frase | Medio |
Questa tabella va valutata sia per singola pagina che per tutto il sito. Anche se la percentuale di corrispondenza esatta è bassa a livello globale, su una pagina specifica può essere molto alta. Ad esempio, su un sito con 300 link interni, la corrispondenza esatta può essere al 4% generale, ma se su una pagina commerciale arrivano 18 link su 25 sempre uguali, c’è un rischio specifico su quella pagina.
Esempio Concreto: Audit di un Sito con 420 Link Interni
Immaginiamo un blog di hosting con 80 articoli e 420 link interni totali. Nell’audit emerge che la pagina commerciale “WordPress hosting” riceve 38 link interni. Di questi, 16 usano “WordPress hosting”, 7 “miglior WordPress hosting”, 5 “WordPress hosting economico”, 6 “Hostragons WordPress hosting” e 4 “maggiori dettagli”.
Questo profilo sembra rafforzare la pagina target, ma la somma di corrispondenze esatte e aggressive è molto alta: 28 su 38 sono focalizzate sulle keyword. Per una distribuzione più naturale, si possono aggiornare alcuni link con testi come: “infrastruttura ottimale per velocizzare i siti WordPress”, “gestione delle risorse nei progetti WordPress”, “hosting scalabile per blog aziendali”, “caratteristiche server che influiscono sulle performance di WordPress”. Così il tema resta, ma si riduce l’uniformità del segnale.
Questa correzione riduce i rischi algoritmici ma migliora anche l’esperienza utente: l’utente capisce il motivo del collegamento in diversi contesti (velocità, sicurezza, gestione, ecc). La stessa pagina prodotto può rispondere a esigenze differenti.
Trappole SEO Frequenti nei Link Interni
1. Usare Sempre la Stessa Keyword nel Link
L’errore più comune è usare la keyword principale della pagina target in tutti i collegamenti. In passato funzionava meglio, oggi appare artificiale e manipolativo. In siti con molti contenuti, la ripetizione diventa sempre più evidente.
La soluzione è preparare almeno 8-12 varianti naturali di anchor text per ogni pagina target. Per esempio, per la pagina SSL non solo “certificato SSL”, ma anche “SSL per la sicurezza del sito”, “certificato che protegge i dati dei visitatori”, “certificato necessario per il passaggio HTTPS” e certificato SSL, usando espressioni diverse.
2. Collegamenti Privati di Contesto
Non basta che la parola chiave sia presente: il link deve avere una reale relazione di intento tra il paragrafo e la pagina destinazione. Se scrivi di rinnovo dominio e colleghi a una pagina VPS senza senso per l’utente, anche per la SEO il segnale è debole.
Prima di inserire un link, chiediti: “L’utente che clicca ha davvero bisogno di questa pagina come prossimo step?” Se la risposta è no, meglio non aggiungerlo o scegliere un contenuto più adatto.
3. Sovra-alimentare le Pagine Commerciali
Pagine come hosting, dominio, SSL o server sono naturalmente importanti. Ma collegarle da ogni articolo crea una struttura artificiale e unidirezionale. Bisogna creare anche collegamenti tra contenuti informativi.
Ad esempio, da un post su “accelerare il sito web” puoi collegare il pacchetto hosting, ma è meglio prima creare link a guide su caching, ottimizzazione immagini o uso CDN. In questo senso, Ottimizzazione della velocità del sito web può essere un collegamento tematico di valore.
4. Non Aggiornare i Vecchi Contenuti
La linkatura interna non è un lavoro da fare una volta sola. Quando pubblichi una nuova guida, devi aggiungere link dai vecchi contenuti, altrimenti la nuova pagina resta isolata. Anche se Google trova la pagina, senza supporto di link interni ne capisce meno l’importanza.
Controlla almeno 5 vecchi articoli ogni volta che pubblichi qualcosa di nuovo e aggiungi link dove il contesto lo permette. Inoltre, collega dai nuovi contenuti verso 3-6 articoli precedenti attinenti. Così velocizzi la scoperta e crei cluster tematici.
5. Non Analizzare Link da Footer e Menu
Molti siti analizzano solo i link nei post, ma anche menu, footer, sidebar e blocchi di categoria fanno parte del profilo di link interni. Se nel footer escono centinaia di link con lo stesso anchor text, la percentuale sulla pagina target può essere alterata.
Nel footer, limita i link a espressioni di brand, categorie prodotto o frasi user friendly. Evita di collegare aggressivamente le keyword da tutte le pagine, meglio una navigazione chiara e semplice.
Come Fare un Audit delle Anchor Text Step by Step

Per un audit professionale puoi usare strumenti complessi, ma il principio base è semplice: capire quanti link arrivano a ciascuna pagina con quali testi, e rendere la distribuzione più naturale.
- 1. Scansiona il sito: Esporta tutte le URL e i link interni. Su siti grandi, integra anche i log del server. Una buona infrastruttura hosting rende la scansione più affidabile: valuta hosting SEO compatibile per queste operazioni.
- 2. Classifica le pagine target: Dividi in gruppi: blog, categorie, prodotti, homepage, pagine supporto.
- 3. Elenca le anchor text: Conta tutti i testi di collegamento per ciascuna URL target. Raggruppa quelli identici.
- 4. Calcola le percentuali: Separa corrispondenza esatta, parziale, brand, naturale e generico in categorie.
- 5. Identifica le pagine a rischio: Se su una pagina la percentuale di keyword o espressioni commerciali è anormalmente alta, dai priorità.
- 6. Riscrivi i testi: Senza eliminare il link, cambia il testo in modo più descrittivo e contestuale.
- 7. Monitora regolarmente: Ogni mese o ogni 20 nuovi contenuti, ricontrolla il profilo di link interni.
Non basta controllare solo le percentuali: anche dove i link sono inseriti conta. I link contestuali nel corpo del testo valgono di più rispetto a quelli in sidebar o footer. Quindi, per le pagine importanti, prediligi collegamenti descrittivi nel flusso naturale del testo.
Link Interni più Naturali con i Cluster Tematici
Per mantenere una distribuzione sana delle anchor text, uno dei metodi migliori è creare cluster tematici. Un cluster tematico consiste in una pagina centrale e contenuti di supporto. Ad esempio, sotto “creare sito web” puoi avere guide su scelta dominio, hosting, installazione SSL, WordPress, ottimizzazione velocità e checklist di sicurezza.
In questo modello, ogni contenuto non collega ovunque, ma segue una gerarchia logica. La guida sulla scelta del dominio collega a Verifica del dominio, quella sull’installazione SSL a certificato SSL, e la guida WordPress a Hosting WordPress. Inoltre, queste guide si collegano tra loro secondo il percorso dell’utente.
Così puoi collegare la stessa pagina target da angolazioni diverse: su una guida si parla di sicurezza, su un’altra di performance, su un’altra di costi o gestione. La varietà delle anchor text nasce spontaneamente e senza forzature.
Piano di Anchor Text Applicabile al Blog Hostragons
Nei contenuti su hosting e infrastruttura web, l’intento utente si divide generalmente in tre gruppi: informarsi, confrontare, avvicinarsi all’acquisto. Il piano di link interni va costruito secondo questi intenti.
Nei contenuti informativi, come “Cos’è un SSL?” o “Come funziona il DNS?”, i testi dei link devono essere più educativi. Espressioni come “tipi di certificati per il passaggio HTTPS” sono più naturali rispetto a testi commerciali. Nei contenuti di confronto, usa anchor text parziali come “differenze tra hosting condiviso e VPS”. Nei contenuti vicini all’acquisto, inserisci link diretti alle pagine prodotto, ma sempre con moderazione.
Esempio di piano: su 12 nuovi articoli pubblicati in un mese, 4 sono informativi, 4 di confronto, 2 guide tecniche, 2 di supporto decisionale. Da questi puoi inserire 25-35 link interni verso le pagine commerciali, ma limitando la ripetizione della stessa anchor. Inoltre, collega anche verso guide di supporto, non solo pagine prodotto.
Formule Pratiche per Scrivere Anchor Text Naturali
Per generare anchor text naturali, usa queste formule che ti aiutano a mantenere la rilevanza tematica senza sovraottimizzare:
- Problema + soluzione: “Scelta hosting per siti WordPress lenti”
- Bisogno + tema pagina: “gestione email aziendali e dominio: i passaggi fondamentali”
- Beneficio + prodotto: “certificati SSL che proteggono i dati dei visitatori”
- Processo + guida: “impostazioni da verificare prima del passaggio HTTPS”
- Confronto + pagina target: “quando preferire VPS all’hosting condiviso?”
Questi tipi di testo motivano l’utente a cliccare e spiegano meglio al motore di ricerca il contesto della pagina collegata. Evita testi brevi, meccanici e ripetitivi: prediligi collegamenti che fluiscono naturalmente nella frase.
Checklist Rapida per una Linkatura Interna di Successo
- Prepara almeno 8 varianti di anchor text per ogni pagina target importante.
- Tieni bassa la percentuale di corrispondenza esatta per pagina.
- Verifica l’intento utente prima di aggiungere un link.
- Quando pubblichi nuovi contenuti, aggiorna i vecchi articoli con collegamenti.
- Includi anche link da footer, menu e sidebar nell’analisi.
- Crea collegamenti tra contenuti informativi, non solo verso pagine commerciali.
- Ogni mese genera un report sulle anchor text e correggi ripetizioni anomale.
- Non trascurare l’infrastruttura tecnica: un sito veloce, sicuro e stabile potenzia l’efficacia del SEO.
Domande Frequenti
Qual è la percentuale ideale di anchor text nei link interni?
Non esiste una percentuale fissa valida per tutti. Un buon punto di partenza è: 50-70% testo naturale e descrittivo, 15-25% brand o URL, 10-20% corrispondenza parziale, 0-5% corrispondenza esatta. La decisione finale dipende dalla struttura del sito, numero di contenuti e intento utente.
Usare anchor text a corrispondenza esatta è dannoso?
La corrispondenza esatta non è dannosa di per sé; il problema nasce se si collega sempre la stessa keyword alla pagina target. Se usata con moderazione e solo quando il contesto lo richiede, è utile. Se ripetuta eccessivamente, segnala una sovraottimizzazione artificiale.
Collegare con espressioni generiche è negativo per la SEO?
Testi come “clicca qui” o “maggiori dettagli” danno un segnale debole. Ma se la frase attorno al link spiega chiaramente il tema della pagina target, risultano naturali. In generale, è meglio preferire anchor text descrittivi e contestuali.
Quanti link interni usare in un nuovo contenuto?
Non c’è un numero fisso. In un contenuto da 1000-1500 parole, 3-6 link interni pertinenti sono sufficienti. In guide più lunghe si può aumentare. L’importante è che i link siano davvero utili all’utente e non spezzino il flusso del testo.
Ogni quanto va fatto l’audit delle anchor text?
Su siti piccoli e medi, almeno una volta al mese; su siti con molti contenuti, anche più spesso. Dopo grandi aggiornamenti, cambi di categoria o apertura di nuove pagine prodotto, occorre ricontrollare la distribuzione dei link interni e delle anchor text.
Conclusione: Varietà Naturale, Contesto e Intento Utente fanno la Differenza
Le percentuali delle anchor text nei link interni sono un indicatore di qualità SEO, ma non una formula magica. La strategia migliore è inserire link che siano davvero utili all’utente, sostenere la stessa pagina da contesti diversi e usare con cautela le keyword esatte. Con audit regolari, cluster tematici e testi descrittivi, sia i motori di ricerca che gli utenti comprenderanno meglio il tuo sito.
Per rafforzare le performance SEO del tuo sito, la base tecnica è importante quanto i contenuti. Se vuoi costruire una piattaforma veloce, sicura e stabile, scopri le soluzioni di hosting, dominio e SSL di Hostragons per consolidare le fondamenta del tuo progetto web.